Dilagano le sale scommesse: ora anche nel centro di Pesaro a due passi dal liceo

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CRESCONO I NUMERI DELLE PERSONE DIPENDENTI DAL GIOCO D’AZZARDO

Una sala scommesse a pochi metri dal liceo

 

Spuntano come funghi e dove meno te l’aspetti. L’ultima in ordine di tempo sarà aperta a Pesaro, in pieno centro, a circa 200 metri dal liceo classico “Mamiani”. Stiamo parlando delle sale scommesse. Ormai è una realtà dilagante tanto che nella nostra provincia si contano centinaia di slot machine e decine di sale scommesse. Si trovano nei quartieri residenziali, nei centri commerciali, accanto alle sale cinematografiche e persino vicino alle cosiddette zone sensibili come chiese, ospedali e scuole. Per non parlare delle pubblicità che ricopre la città con offerte di viaggi nella vicina Romagna o a San Marino. Insomma un bombardamento che spesso trascina molte persone verso una vera e propria malattia che oggi colpisce quasi un milione di italiani. Si parla di G.A.P. (gioco d’azzardo patologico) che frutta allo Stato circa 8 miliardi di Euro all’anno ma che tira fuori dalle tasche degli italiani quasi 90 miliardi. Numeri che fanno del gioco d’azzardo la terza industria in Italia dopo Eni e Fiat. Basti pensare che una sola macchinetta slot rende in media oltre 100mila euro all’anno.

Ma il G.A.P. è anche e soprattutto un’emergenza sanitaria tanto che i malati di azzardo sono presi a carico dalle Asl, proprio come i tossicodipendenti. Per questo lo scorso anno la Regione Marche, ATS 1 e Area Vasta 1 Asur Marche hanno promosso l’interessante progetto “Fuorigioco”. Le cooperative sociali IRS L’Aurora, Crescere e Labirinto sono state incaricate di sviluppare un’iniziativa di prevenzione sul gioco d’azzardo. Il progetto ha coinvolto 54 classi delle scuole superiori della provincia. Sono stati proposti ai ragazzi un gioco sul tema delle dipendenze elaborato dai tecnici del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Asur ed un gioco sul tema della probabilità di vincita al videopoker o alle lotterie istantanee elaborato da un matematico ed un fisico di Torino. Inoltre sono stati valorizzati quegli esercizi commerciali che per scelta rinunciano agli introiti legati al gioco d’azzardo. Si tratta di una ventina tra alimentari, bar ed edicole della provincia di Pesaro che non hanno macchinette per il gioco d’azzardo e non propongono alla clientela lotterie istantanee. «Quest’anno – spiega la dottoressa Federica Guercio, psicoterapeuta e coordinatrice del punto Aurora – sportello regionale per le patologie da gioco – il progetto fuori gioco verrà riproposto e stiamo lavorando anche per un’efficace campagna di informazione nei circoli per anziani, spesso soggetti esposti al rischio dipendenza».

 Ottima iniziativa soprattutto dal punto di vista preventivo ma insufficiente a contrastare il fenomeno nel suo stadio avanzato. Coperta dall’anonimato una mamma di Pesaro con figli adolescenti racconta il dramma di aver perso per colpa del G.A.P. circa 60mila euro. «Un ulteriore problema – aggiunge Federica Guercio – è che spesso queste persone si rivolgono a noi quando è già troppo tardi perché c’è un senso di colpa e vergogna che frena e inoltre esiste il cosiddetto “pensiero magico” che porta a credere di poter rifarsi dei costi con una vincita». Oltre alle sale ci sono poi le scommesse on line che rendono il problema incontrollabile «ma certo – conclude la dottoressa Guercio – vedere spuntare una sala vicino ad una scuola rischia di svilire il nostro lavoro educativo con gli studenti».

Ma se il lavoro di prevenzione rappresenta un eccellenza nel nostro territorio, va registrato il silenzio dei mezzi di informazione su un tema che non hanno interesse a toccare, visto che proprio sulle pagine della stampa anche locale compaiono gigantesche inserzioni del gioco d’azzardo. Al contempo va posto l’accento anche sulla disattenzione al tema della politica regionale delle Marche e dei nostri comuni. A Venezia, Firenze, in Friuli e nella Lombardia i comuni hanno stabilito di tenere le sale giochi ad una distanza di 300 metri dai luoghi sensibili. A Formia e Latina il nuovo regolamento municipale amplia la distanza fino ai 500 metri, e lascia a un’ordinanza sindacale il compito di disciplinare gli orari di esercizio. Anche in Calabria, in Sicilia e nel Molise le giunte locali stanno provando a porre un argine.

Qualche consigliere di Pesaro di recente ha combattuto una strenua battaglia per far approvare un documento di sensibilizzazione sull’impatto della pubblicità riguardante la parità tra uomini e donne. Nessuna voce invece si è udita sul dilagare di questa fabbrica che sta riducendo in miseria intere famiglie costrette oltretutto a nascondersi nell’anonimato. Nuove povertà che chiedono anche risposte politiche e non solo terapeutiche.

Roberto Mazzoli

 

 

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SCHEDA

I dati nel nostro territorio e i “giocatori” minorenni

 

Nel nostro Paese i costi del gioco d’azzardo sono altissimi; dati del 2013 evidenziano la presenza di costi sanitari diretti quali: ricorso al medico di base del 48% più alto rispetto ai non giocatori, interventi ambulatoriali psicologici, ricoveri sanitari, cure specialistiche per la dipendenza e di costi indiretti quali: perdita di performance lavorativa del 28% maggiore rispetto ai non giocatori, perdita di reddito. Ad essi vanno purtroppo aggiunti i costi inerenti la qualità della vita (problemi che ricadono sui familiari, violenza, rischio di aumento di depressione grave, ansia, deficit di attenzione, bassa resistenza ad altri tipi di dipendenze, idee suicidarie, ossessione per il gioco e per i soldi necessari a giocare e non solo). Sommando queste tre categorie, si può ipotizzare che ogni anno in Italia vi siano dai 5,5 ai 6,6 miliardi di euro di costi complessivi per la società dovuti al gioco patologico.

 

Nella Regione Marche gli unici dati certi rispetto al fenomeno della dipendenza da gioco, fanno riferimento agli esiti del progetto G.R.E.T.A da cui risulta che nell’anno 2014-2015 si sono registrati 112 contatti di 50 presi in carico ai servizi. L’età media è di 44 anni e l’82% risultano soggetti maschi. La tipologia di gioco prevalente è per l’80% la slot-machine per un 50% le scommesse sportive; a seguire gratta e vinci 17% lotterie 15%. Interessante risulta la correlazioni altre dipendenze che nel 40% riguarda l’alcool dato confermato anche dalla letteratura nazionale e internazionale. In definitiva in Italia l’incidenza del G.A.P. tra gli adulti ha registrato un progressivo aumento, complici anche il forte aumento della pressione pubblicitaria che unita alla crisi economica hanno determinato una propensione al gioco d’azzardo con una conseguente crescita della patologia.

 

MINORI

Un discorso a parte va fatto per i minori per i quali in Italia il gioco d’azzardo è vietato. I dati emersi dall’ultima indagine evidenziano una larga diffusione del fenomeno. Tra i molti, un aspetti interessante è che 1 su 10 dei soggetti bambini e adolescenti intervistati dichiara di giocare perché attratto dalla pubblicità. Tra i molti dati rilevati si evince che il canale online coinvolge il 12% dei ragazzi; internet raccoglie un cospicuo 39,9% delle preferenze, a conferma di come sia il mezzo/luogo con cui i giovani sanno destreggiarsi meglio, seguito dalle sale giochi (17,8%) e dai tabacchi (14,4%). Non superano la soglia del 10% le edicole, il Bingo e i bar/ristorante. L’ambito delle scommesse sportive è quello che stimola i ragazzi a giocare più spesso per soldi online. Situazione analoga per il mondo del “Gratta e vinci”, laddove il 49,6% dichiara di avervi giocato. Gettonato anche il Pocker (Texas Hold’em, ecc.) al quale i ragazzi hanno giocato nel 32,3% dei casi con il 21,5% le Slot machine. Il 23,9%, è spinto a giocare dalla possibilità di vincere premi o denaro. Sente di frequente l’esigenza di giocare il 25,2% sintomo di un’allarmante tensione compulsiva nei confronti del gioco d’azzardo da parte degli adolescenti. Il 16,4% dei ragazzi tende a giocare tutti i soldi che ha a disposizione; il 15,1% ha l’abitudine di sottrarre soldi in casa o dove capita. Infine, la pratica di chiedere soldi in prestito ad amici o parenti è perseguita dal 13,7% dei giovani.

 

IL PROGETTO FUORI GIOCO PROMOSSO DALL’Ambito Territoriale Sociale 1  in collaborazione con il Dipartimento Dipendenze di Pesaro e gli ATS  e le cooperative sociali IRS L’Aurora, Labirinto, Crescere orienta l’intervento preventivo informativo su due target:

  • Gli adulti e la comunità attraverso una azione di Prevenzione indirizzata alla popolazione generale ad impostazione informativa/comunicativa generale sul rischio dipendenza da gioco  e prevenzione Selettiva indirizzata cioè alle persone vulnerabili (che non abbiano ancora sviluppato un gioco problematico ma per caratteristiche individuali abbiano un rischio aumentato). Sono state individuati quali target a rischio gli anziani e disoccupati. Sono previsti 15 incontri informativi da svolgere  presso i centri di aggregazione, circoli per anziani della provincia individuati anche grazie all’aiuto degli ATS.
  • Gli adolescenti

Nel mese di aprile 2016 sono previsti 6 eventi conferenze dal titolo “Fate il nostro gioco” a favore della comunità e degli studenti in cui attraverso le leggi matematiche e del calcolo delle probabilità due esperti Torinesi aiuteranno a comprendere meglio gli inganni del gioco e il rischio di incorrere in una patologia.

 

 

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