Chiti: un “pesarese” verso gli altari

chiti fratePESARO E ORVIETO IN FESTA – SI APRE LA CAUSA DI BEATIFICAZIONE E CANONIZZAZIONE

Il generale e frate Chiti verso gli altari

 

Se è vero che la Chiesa ricorda numerosi soldati tra santi e beati, è altrettanto certo che è la prima volta che viene promossa una causa di beatificazione e canonizzazione di un generale di divisione dei Granatieri di Sardegna. Venerdì 8 maggio, nel duomo di Orvieto, il Vescovo Benedetto Tuzia ha aperto l’inchiesta diocesana sulla vita, virtù e fama di santità del Servo di Dio fra Gianfranco Maria Chiti.

Nato il 6 maggio 1921 a Gignese (VB) si trasferisce sin da piccolo a Pesaro dove il padre Giovanni – insigne violinista – viene chiamato da Malmoe (Svezia), alla cattedra di violino presso il conservatorio “Rossini” dell’allora direttore Amilcare Zanella.

A soli 18 anni esce a pieni voti dall’Accademia di Modena con il grado di sottotenente e, con l’Italia in guerra, viene subito impiegato sul fronte croato-sloveno e su quello greco-albanese. Dal giugno 1942 al maggio 1943 è comandante di compagnia sul fronte russo dove, a seguito della battaglia sul Don, sarà decorato con la medaglia di bronzo. In guerra Chiti matura la propria vocazione religiosa assistendo soldati amici e nemici tra sofferenze incredibili. Dopo l’8 settembre aderisce alla Repubblica sociale italiana (R.S.I.), convinto di operare per il bene della patria. Per questa scelta, alla fine del conflitto, viene internato nei campi di concentramento di Coltano e Laterina. Nel 1946 la Commissione di Epurazione istituita per giudicare i militari della R.S.I. lo assolve. E sarà proprio l’accusa a chiedere di reintegrare Chiti nell’esercito poiché risulterà che aveva sempre agito mantenendo fede al giuramento. A suo favore deposero diversi capi partigiani e tanti civili. Oggi è padre Flavio Ubodi, vice-postulatore della causa, a ricordare quegli anni «durante i quali proprio grazie al suo grado nella R.S.I., potè salvare centinaia di persone, impedire rastrellamenti e opporsi alla distruzione di interi villaggi».

Nel 1944 per salvare circa duecento partigiani dalla fucilazione, si inventa un corso speciale allo scopo di arruolarli nella sua compagnia “Granatieri”, facendoli poi tornare alle loro case. Il nome di Chiti risulta inoltre nel “Libro dei Giusti” della sinagoga di Torino per aver salvato alcune famiglie ebraiche.

Nel 1948 Chiti viene reintegrato nel nuovo esercito italiano. In seguito sarà in Somalia per conto dell’Onu. A 50 anni è colonnello e comandante della prestigiosa scuola per allievi sottufficiali di Viterbo. Sotto di lui si formeranno intere generazioni che ancora oggi lo ricordano per la ferma disciplina ma anche per la carità e la devozione alla Madonna delle Grazie di Pesaro. A 57 anni viene promosso al grado di generale di brigata. L’anno seguente lascia le stellette per indossare la veste francescana. Quindi viene ordinato sacerdote con il nome di Gianfranco Maria. Indosserà sempre sotto il saio i bianchi alamari dei granatieri. L’obbedienza francescana lo chiama ad Orvieto a ridar vita al rudere del convento di S. Crispino che era stato dissacrato e coperto da scritte blasfeme. Vi installò tra i ruderi una tenda militare e, con l’aiuto dei suoi granatieri, riuscì a trasformarlo in un’oasi di pace e accoglienza dei poveri. Girerà incessantemente per tutta l’Italia come predicatore e padre spirituale. Alla sua morte, nel 2004, venne sepolto per suo volere, nel cimitero di Pesaro. Le diocesi di Orvieto, di Pesaro, l’Associazione nazionale Granatieri di Sardegna e tante persone comuni si sono prodigate da subito per avviare l’iter di beatificazione e canonizzazione.

Roberto Mazzoli

 

DOMENICA 10 MAGGIO

La Diocesi di Orvieto si appella anche ai pesaresi

La sezione di Pesaro e Urbino dei Granatieri di Sardegna commemora il 94° genetliaco del generale di divisione e Sevo di Dio Gianfranco Maria Chiti con una cerimonia che si terrà domenica 10 maggio alle ore 11 presso la basilica di S. Decenzio (cimitero centrale di Pesaro). S. Messa celebrata da Padre Flavio Ubodi, priore del convento dio S. Crispino di Orvieto e vice-postulatore della causa di beatificazione. La celebrazione sarà allietata dall’organista Simone Panaioli e dalla mezzosoprano Daniela Bertozzi. Alle ore 12 è prevista la deposizione di alamaro di fiori sulla tomba di Chiti.

In occasione dell’apertura della causa di beatificazione e canonizzazione, il Vescovo di Orvieto-Todi, Benedetto Tuzia, ha promulgato un editto in cui invita anche i pesaresi: “che sono a conoscenza del Servo di Dio e conservano significativi ricordi e documenti utili alla Causa, ne diano relazione alla nostra Curia Vescovile. Chi ritiene di conoscere qualcosa che sembri contraria alla fama di santità del Servo di Dio, è tenuto ugualmente a notificarla. Tutti coloro che sono in possesso di scritti di qualsiasi genere sono invitati a consegnarli quanto prima alla medesima Curia Vescovile”

Per contattare la diocesi di Orvieto: Piazza Duomo 19 – 05018 Orvieto Tel. 0736/341264 Fax 0736/395008 – E-mail: padrechiti@diocesidiorvietotodi.it

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