Alla scuola di pace il giornalista Hoffmann

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Chi è in fuga non ha protezione, è solo merce

 

FANO – “Chi è in fuga non ha diritti, non ha protezione, è solo merce”. Sono parole forti, parole di chi ha conosciuto da vicino il dramma degli immigrati in balia del mare al largo delle nostre coste. Così il giornalista tedesco, corrispondente dall’Italia per Ard la radio pubblica tedesca, Karl Hoffmann, che da più di 30 anni vive a Cartoceto, ha voluto iniziare il suo intervento sul tema “Migrazioni: invasione da respingere, accoglienza o giustizia?”, argomento del secondo incontro della Scuola di Pace, iniziativa organizzata dalla Caritas diocesana di Fano Fossombrone Cagli Pergola in collaborazione con: Ass. Giustizia e Pace onlus, Acli provinciali, Azione Cattolica Diocesana, Ass. Banca del Gratuito, Ass. Un mondo a quadretti, MIR Movimento Internazionale della Riconciliazione, Centro Missionario Diocesano, Commissione Pastorale Migrantes.

Introdotto da Luciano Benini, responsabile della Scuola di Pace e da Michela Pagnini che ha presentato ad un pubblico numeroso il relatore, Hoffmann, che proprio nei giorni scorsi è rientrato da Monaco dopo aver documentato, in Turchia, ciò che sta accadendo tra migrazioni e navi fantasma, ha illustrato ai presenti la situazione al largo delle nostre coste. “Mi sono recato in Turchia personalmente per capire la situazione che gli immigrati stanno vivendo sulla loro pelle, gente che paga a caro prezzo un posto per salire sulle navi della speranza”. Hoffmann si è soffermato poi sulla situazione in Libia. “La Libia è ormai destabilizzata, nessuno sa più che cosa fare. L’unica cosa certa, in questo momento, è che i profughi continueranno ad arrivare sulle nostre coste e noi non siamo preparati a tutto ciò”.

Hoffmann ha più volte fatto cenno alle operazioni Mare Nostrum e Triton e alla poca chiarezza che c’è ancora nel nostro Paese sul fronte dell’immigrazione poiché nessuno è in grado di gestire ciò che ancora non funziona. Accanto a tutto ciò però il giornalista tedesco ha voluto mettere in evidenza anche alcune note positive. “L’Italia è un Paese accogliente e lo tocco con mano ogni volta che incontro i volontari ai porti pronti a soccorrere gli immigrati, a sacrificare il loro tempo per salvare vite umane. Tutto ciò, però, non è ancora abbastanza: serve una maggiore apertura mentale e una politica europea unitaria diversa per il futuro”.

Come ad ogni incontro, anche sabato 14 febbraio è stato proiettato, prima dell’inizio della relazione, un video curato dall’Azione Cattolica Giovani proprio attinente all’argomento trattato, una sorta di intervista doppia ad un ragazzo di Pergola che, per scelta, è emigrato a Londra dove attualmente sta vivendo e lavorando e un ragazzo afgano che, costretto alla fuga dalla povertà e dalla guerra, ora vive a San Lorenzo in Campo.

 

Il prossimo appuntamento con la Scuola di Pace è previsto per sabato 21 febbraio, alle ore 16.30, al Centro Pastorale Diocesano. Tema della serata “La ‘ndrangheta è anche femmina…e non è bella”. A relazionare interverrà Giuseppe Laganà psicologo e psicoterapeuta, impegnato nell’approfondimento dello studio delle relazioni umane in contesti ad alto potenziale critico con la partecipazione di un rappresentante locale dell’associazione Libera

EP

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