I 25 anni di diaconato di Maurizio Ottaviani

FANO

IL PRIMO DIACONO DELLA DIOCESI DI FANO

I 25 anni di diaconato di Maurizio Ottaviani

APECCHIO – Mentre uno storico muro simbolo della divisione europea e del mondo si stava sgretolando, un piccolo paesino dell’Appennino umbro marchigiano si compattava attorno al suo futuro diacono. Esattamente l’11 novembre del 1989, giorno di San Martino di Tours patrono di Apecchio, veniva ordinato Maurizio Ottaviani (classe ‘47) protodiacono della diocesi Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola.

In questi 25 anni di diaconato la storia di Maurizio si è intersecata con quella del suo amato paese, in cui è nato e vissuto. La sua figura rappresenta indubbiamente un punto di riferimento stabile nella parrocchia di Apecchio che ha accolto nell’arco di questi cinque lustri ben tre sacerdoti. Ma l’esercizio del suo ministero non si è limitato alla sola realtà apecchiese. Durante il periodo pasquale infatti le parrocchie di Cagli, Marotta, Lucrezia, Tavernelle e Sant’Orso vengono frequentate da Maurizio che coadiuva i sacerdoti locali in occasione dell’annuale benedizione delle famiglie. Un servizio prezioso questo che gli ha dato la possibilità di farsi conoscere in quasi tutta la diocesi.

Proprio lo scorso 11 novembre, in un Santuario del Santissimo Crocifisso gremito di amici e parenti, si è festeggiato il 25esimo anniversario della sua ordinazione diaconale. Ben 22 sacerdoti e 13 diaconi (provenienti dalla nostra diocesi e da quella di Città di Castello) hanno preso parte alla funzione liturgica, celebrata dal Vicario Pastorale e Delegato Vescovile per la formazione dei diaconi permanenti, Don Marco Presciutti. Tra i sacerdoti presenti anche don Graziano Bartolucci, don Giacomo Mura e don Sauro Profiri parroci di Apecchio in successione cronologica dal 1989 ad oggi.

Alla celebrazione ha fatto seguito un momento conviviale che ha avuto luogo nel palazzetto dello sport dove, grazie anche alla collaborazione della parrocchia e dell’intera comunità, è stato allestito un ricco buffet preparato con cura del cuoco apecchiese Roberto Parlani. La partecipazione degli apecchiesi è stata straordinaria e non stupisce affatto, forse perché Maurizio è proprio una di quelle persone senza le quali la storia di un paese non sarebbe la stessa, poiché essi stessi ne sono indiscutibilmente i protagonisti. Durante la serata hanno avuto tutti un augurio, un saluto, un ringraziamento, una buona parola per lui che tra un abbraccio e l’altro è riuscito anche a concedersi per raccontarsi un po’, rispondendo a qualche domanda:Quando hai avuto la vocazione diaconale?

“Ho sempre preso parte all’attività parrocchiale e fin da piccolo ho frequentato la chiesa. Il mio diciamo che è stato un percorso iniziato tre o quattro anni prima la mia ordinazione nel 1989, in questo periodo sono stati fondamentali il parroco di allora don Bista e il vice parroco Don Graziano. Queste due figure mi hanno aiutato molto durante questo periodo di formazione, per questo sarò sempre grato ad entrambi.

Quali sono state le tue sensazioni il giorno in cui sei stato ordinato? Che emozioni hai provato?

“Provai un’immensa emozione quel giorno. Venni ordinato dal vescovo Mario Cecchini nella chiesa parrocchiale, che poi divenne Santuario Santissimo Crocifisso. Di fatto è in quel momento che scelsi quale sarebbe stata la strada della mia vita come la scelgono due persone quando suggellano il proprio matrimonio. Il mio, ad esempio, è uno straordinario matrimonio di cui oggi festeggio le nozze d’argento.

Com’è stato il tuo rapporto con i tre sacerdoti che si sono susseguiti nella parrocchia di Apecchio?

“Con don Graziano, essendo anche coetanei, ho avuto un bel rapporto in vista anche del mio percorso spirituale. Nel 1990 poi è diventato parroco don Giacomo, con lui sono cresciuto, mi sono formato in questo lungo periodo di proficua e piacevole collaborazione. Ora con Don Sauro, anche se è solo da un anno parroco di Apecchio, ci siamo subito trovati, nonostante le differenze generazionali.

Cosa provi in questo momento vedendo quante persone sono presenti al tuo 25esimo anniversario?

“C’è tantissima gente questa sera, è come un sogno per me. Mi sembra ieri di essere stato ordinato e invece son passati 25 anni. Per certi aspetti è un segno positivo che sta a significare di come sia stato piacevole il tempo passato in questo periodo. È dall’estate dello scorso anno che penso a questo giorno speciale, ed ora che è finalmente arrivato sono davvero contento di viverlo in questo modo, accanto ai miei compaesani, amici e parenti. Ringrazio il Signore per questo dono del diaconato. Oggi sto sentendo, lo dico senza remore, la vicinanza di tutti i compaesani e parrocchiani, perfino le persone che da casa ascoltavano via radio la celebrazione. Voglio ringraziare il parroco, il sindaco, tutti coloro che hanno collaborato e infine l’intera comunità, che ho sentito davvero partecipe alla mia gioia.

I tuoi compaesani ti hanno regalato uno smartphone. Ti senti anche pronto per diventare un diacono social?

“Si, è stato un pensiero davvero carino. Di certo mi sono modernizzato anche se ci vorrà sicuramente un po’ di tempo per imparare ad utilizzarlo. E poi perché no, magari diventerò un diacono social come dici tu”.

a cura di Alessio De Colle

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