La famiglia è finita?

don bella

Sembra che, stando ai dati della Settimana Sociale di Torino, i cattolici abbiano superato, per quanto riguarda la famiglia, la stagione delle chiacchiere divisorie anche se in politica si dispongono su fronti diversi. È prevalsa una riflessione pacata e serena per cui il passato, anche recente, viene denunciato e, per qualche senso di colpa, perfino rimosso. Ci si è interrogati sul perché di certi silenzi ed inadempienze. È accaduto e accade tuttora, nonostante che la famiglia sia ritenuta un valore inestimabile e sia presente nella coscienza collettiva degli italiani. Si cerca ora di capire le ragioni di questa assurda disaffezione da parte delle politiche nazionali e specialmente locali, vedi i comuni.

La lezione di Torino dice, senza mezzi termini, che bisogna suonare la sveglia perché la crisi della famiglia non è una invenzione, c’è davvero e si allarga a vista d’occhio e rischia di diventare una deriva sociale. A renderla più grave c’è qualcuno, (politica, cultura, società….) che continua a ritenerla un fatto privato, la cui storia comincia e finisce entro le mura domestiche, dimenticando, tra l’altro, che proprio le famiglie e le piccole imprese, tra cui l’artigianato, hanno impedito che la recente crisi finanziaria si tramutasse in un collasso irrimediabile.

Questo atteggiamento subdolo che percorre la pubblica opinione del nostro paese è il residuato di qualche ideologia del secolo scorso e l’esito di una fusione post-moderna che sconvolge il costume della gente, alimentando la pretesa di dover custodire il valore–famiglia all’interno di una casa. Ciò è ingannevole quando la società segue ben altre logiche e per di più illusorio fare della famiglia “un’isola felice in un mare in tempesta”. Concludo con una nota controcorrente di speranza che viene da Stefano Zamagni, ordinario di economia  all’Università di Bologna: “la famiglia è destinata a tornare al centro dell’attenzione sia delle politiche sociali sia del processo di sviluppo del Paese”. La sua previsione, politicamente scorretta, viene data per sicura non nel breve ma nel medio termine. Secondo Zamagni lo slogan degli anni ottanta “la famiglia è finita” oggi non ha più senso bensì richiama le famiglie cattoliche ad un nuovo protagonismo, presentandosi senza paura come tali nel dibattito pubblico.

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