“Attraverso la porta”: nuovo percorso per i giovani

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Meeting 2013, anche per questo anno il servizio della pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Pesaro ha proposto due giorni di formazione per tutti gli educatori dei gruppi giovanissimi e giovani. Settanta persone si sono messe in gioco riscoprendo la dimensione dell’educatore attraverso le parole di Don Giuseppe Fabbrini. L’educatore è uomo di chiesa, persona che ha scelto Cristo per la sua vita, è la persona che assume la responsabilità educativa, è colui che risponde ad una chiamata.

Il meeting é stato anche occasione per presentare il nuovo cammino diocesano per i giovanissimi e i giovani “Attraverso la porta” che  ci accompagnerà nel nuovo anno alla riscoperta delle relazioni con gli altri, con la natura, con la società e con Dio. Don Enrico Giorgini, responsabile della pastorale giovanile diocesana, ha sottolineato l’esigenza, scaturita nelle parrocchie, di avere un percorso in grado di riunire le varie realtà ecclesiali in uno scambio di esperienze che fa apparire la diversità come arricchimento reciproco e non in una omologazione che appiattisce. Questo cammino – spiega don Enrico –  è in continua evoluzione e si arricchirà dell’esperienza delle parrocchie che vorranno accoglierlo per i loro gruppi.

Il meeting ha visto l’avvicendarsi di laboratori volti ad aiutare gli animatori nel modo di presentare ai ragazzi la proposta della fede, attraverso la comunicazione e l’empatia, il gioco, la preghiera e la catechesi, le dinamiche e le metodologie con i cosiddetti casi difficili che spesso incontriamo nei nostri incontri. Il weekend si é poi arricchito anche dell’incontro testimonianza “ti racconto Rio 2013” che si é svolto sabato 28 settembre nella parrocchia di san Carlo Borromeo. Alcuni giovani hanno raccontato la loro esperienza alla GMG dello scorso mese si luglio.

Hanno condiviso la bellezza del popolo brasiliano, la loro grande ospitalità, la capacità di fare festa e di sorridere anche quando non si ha nulla, la speranza che non manca mai nella vita di ogni brasiliano, la gioia anche nelle celebrazioni.  Certamente senza dimenticare la grande povertà della favelas sempre al centro della GMG. Il vescovo Piero Coccia ha aiutato i giovani presenti a fare sintesi ritrovando nella fede l’unico denominatore che univa la testimonianza della giornata mondiale della gioventù e lo stesso nostro essere li insieme come Chiesa. Quindi ha rimandato tutti a continuare questo percorso di Chiesa nelle nostre comunità, nella scoperta della vocazione di ognuno, nell’essere parte integrante, viva e gioiosa, senza bloccarsi davanti a insidie e difficoltà, ma nella speranza che insieme al Signore tutto è possibile.

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