Andate senza paura, per servire

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Di ritorno da un’esperienza unica e indimenticabile come quella della Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro, abbiamo chiesto a Chiara Ambrosini, della parrocchia di Tavernelle di Serrungarina, e ad Ilaria Berloni, della parrocchia di Cuccurano, di raccontarci la loro esperienza.

Com’è andato il viaggio e quali sono state le tappe principali?

Ilaria: «Siamo partiti domenica 21 luglio alla volta di Milano, poi abbiamo preso l’aereo fino a Rio, con uno scalo a San Paolo. Dodici ore di volo. Inizialmente ci ha accolto la comunità e, mentre al mattino eravamo impegnati nelle catechesi, nel pomeriggio ci dedicavamo a delle visite nella zona di Copacabana. Giovedì 25 è stata la volta dell’accoglienza del Papa che, nella notte tra il sabato e la domenica seguente, ci ha guidati nella veglia caratteristica di ogni GMG, conclusasi con la Santa Messa. Direttamente dalla giornata di domenica 28 luglio, i pellegrini della nostra diocesi hanno iniziato quello che solitamente prende il nome di “gemellaggio” ma che, in quest’occasione, è stata una vera e propria esperienza missionaria».

Questa seconda parte del vostro viaggio l’avete vissuta divisa in due realtà diverse, giusto?

Chiara: «Sì, alcuni di noi sono andati nella diocesi di Recife, mentre altri in quella di Camaçarì».

Prima dell’incontro con papa Francesco nella spiaggia di Copacabana, come si svolgevano le vostre giornate?

C: «Al mattino venivano proposte le catechesi da parte dei vescovi che ci hanno accompagnato fino a Rio, in seguito si celebrava la Santa Messa, si pranzava insieme e poi ogni gruppo si muoveva autonomamente».

Cosa vi ha lasciato l’incontro con il Papa?

I: «Mi è piaciuto molto il fatto che ha dato sempre spunti molto concreti, iniziando i suoi discorsi da alcuni concetti chiave da cui sviluppava tutto il suo pensiero».

C: «A me è rimasta impressa la spontaneità di papa Francesco con noi giovani. Inoltre, mi ricordo di una sua bella espressione in cui ci spronava ad “andare, senza paura, per servire”; parole che, ripensandole alla luce della mia esperienza, significano veramente tanto per me e mi invitano a continuare nella testimonianza del Vangelo».

Se doveste sintetizzare in poche parole l’esperienza missionaria che ha accompagnato la vostra GMG, cosa direste?

C: «Gioia, perché i brasiliani sono molto accoglienti e calorosi e, anche se sono al limite della povertà, sono comunque felici perché sentono la vicinanza del Signore».

I: «Tra le tante che mi porto nel cuore, mi viene in mente la parola “accoglienza” in quanto, in una comunità di battisti, cattolici ed anglicani, ci siamo sentiti ugualmente accolti da questa grande unità ecumenica».

Quest’anno era con voi anche un altro compagno di viaggio, il nostro Vescovo.

C: «È stato un vero compagno di strada, che ci ha affiancato sempre con la sua presenza».

I: «Ci ha fatto capire concretamente che noi giovani non siamo da soli, ma la Chiesa ci accompagna anche in queste occasioni».

A cura di Matteo Itri

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