Una Messa a New York

Viaggio a New York, musei, grattacieli, negozi, parchi ecc. La domenica mattina si va ad Harlem per un concerto di spirituals. Bellissimo, si può lodare Dio e raccogliere fondi per la parrocchia. Solo gli americani ne sono capaci. Poi cerchiamo una chiesa cattolica per assistere alla messa. All’ingresso due robusti giovanotti con l’evidente funzione di buttafuori ci controllano con attenzione, ma alla nostra richiesta in un inglese improbabile: “E’ una chiesa cattolica? Possiamo assistere alla Messa?” ci accompagnano sorridendo sull’ultima panca. L’espressione però è quella di chi dice: “Adesso non muoverti da lì”. La funzione è quella di qualsiasi chiesa cattolica, ma la contraddistinguono alcuni particolari. Al termine dell’omelia una prolungata ovazione dell’assemblea dimostra il gradimento dei fedeli. Sorge un pensiero maligno: “Se applaudono significa che gli è piaciuta; da noi non applaudono mai, cosa vorrà mai dire?”

Al momento dell’offertorio ci fanno muovere ordinatamente, una panca alla volta, dopo aver deposto l’obolo ognuno torna al suo posto. I due robusti giovanotti non smettono di seguirci con gli occhi. Stesso movimento al momento della comunione: una panca alla volta ordinatamente con i giovanottoni che regolano il traffico. All’uscita il sacerdote si piazza sulla porta per stringere la mano a tutti. A noi che usciamo per ultimi dice anche qualche parola che non riusciamo a capire, ma poiché sorride supponiamo sia una forma di ringraziamento per la partecipazione. I due giovanottoni ci inseguono e danno la mano a ciascuno di noi con ampi sorrisi. Probabilmente li abbiamo tenuti in apprensione ed ora sono rassicurati della nostra ortodossia. La pace sia con voi.

Alvaro Coli

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