Largo ai giovani

Dopo la seconda elezione del Presidente Napolitano,tirato per i capelli in una situazione complicata, il Presidente della Provincia Matteo Ricci dice: “Adesso largo ai giovani”. Se i giovani fossero stati più bravi e capaci, non c’era bisogno di disturbare un vegliardo  dal suo più che meritato riposo.
Per Ricci occorre rifondare il partito partendo da tre pilastri: la passione della gente (che la crisi perdurante ha ammosciato), una nuova generazione di dirigenti (e lui fa parte di questa generazione) e gli amministratori locali (a cui
lui appartiene). Il riassunto è la sua disponibilità a qualsiasi incarico di restigio. Ma tornando ai giovani, dopo la presidenza di Napolitano e, al momento,
la candidatura di Amato (praticamente un ragazzo) a presidente del Consiglio, di giovani ne abbiamo tanti.Forse è il caso di dire che la gioventù non è un semplice dato anagrafico ma la capacità di pensare in modo nuovo e diverso. Dunque più giovane di Napolitano non c’è nessuno.

I vecchi sono i quarantenni legati a metodi politici obsoleti ed ancorati al passato. Palmiro Ucchielli intanto lavora per ricucire gli strappi, ma cercando i “franchi traditori” si ritrova ancora nei vecchi panni di funzionario di partito. Nel frattempo i “grillini” augurano al deputato del Pd Dario Franceschini , visto al ristorante,“Che te vada pe’ traverso” dando dimostrazione di finezza e cortesia verso gli avversari. E Berlusconi che  fa? Nulla. Gli oppositori lavorano er lui. Ho cercato di spiegare  ad amici francesi la situazione politica italiana: “No ho capito” mi hanno risposto. Non preoccupatevi nemmeno noi.

Alvaro Coli

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