Urbino: due grandi restauri al via

Da sinistra in alto: il cortile del Pasquino, il Palazzo Ducale dall’alto, S. Bernardino e la soprintendente urbinate Valazzi

URBINO – I vertici dei beni culturali delle Marche hanno incontrato gli organi di informazione nelle sale della soprintendenza a Palazzo Ducale; riportiamo qui un estratto dell’ampia e dettagliata relazione sui lavori già effettuati e quelli che stanno per avere inizio nel capolavoro architettonico di Luciano Laurana cui si aggiungeranno gli interventi, altrettanto urgenti, sul mausoleo dei Duchi e sull’annesso convento di San Bernardino.

 Lorenza Mochi Onori, direttore regionale dei beni culturali, ha spiegato che <<l’incontro è stato organizzato per rendere conto di ciò che si fa, ai fini della trasparenza: è in atto un grande impegno del Ministero dei beni culturali per Urbino, città simbolo del rinascimento>>. In soldoni, <<per gli interventi già effettuati sono stati spesi cinque milioni di euro; a questi si aggiungono altri 4.633.062 euro recentemente stanziati di cui 1.325.000 euro per San Bernardino>>. 

Biagio De Martinis, della soprintendenza per i beni architettonici e ambientali, ha detto che da alcuni anni si sta lavorando con un progetto generale che ha individuato una serie di categorie di interventi. I 5 milioni spesi hanno riguardato le componenti che si affacciano su piazza Rinascimento e piazza duca Federico, con le coperture e le facciate. Ora con i nuovi fondi, a marzo, avranno inizio altri lavori. Si comincerà con i Torricini, anche in funzione della sicurezza sismica; sarà completato il restauro delle sale già occupate dall’ex Istituto d’arte che permetterà di ampliare la zona museale. Poi si passerà agli ambienti seminterrati; nel cantinone verrà spostato il museo archeologico e i locali attualmente occupati saranno destinati ad esposizioni; il Giardino del Pasquino verrà messo in collegamento con il Cortile d’Onore e in rapporto diretto con piazza duca Federico (come in origine) e sarà  aperto al pubblico. Imminenti sono i lavori nel Giardino Pensile, per un importo di 600.000 euro; ci sono problemi di infiltrazioni d’acqua e occorre rivedere il sistema di impermeabilizzazione, che è raffinatissimo. Questi lavori dureranno un anno, ma per concludere tutti gli interventi, che verranno effettuati garantendo la sicurezza sismica, sarà necessario aspettare almeno due anni; nel frattempo sui ponteggi dei Torricini spiccheranno delle gigantografie per non deludere la curiosità dei  visitatori verso questo prodigio architettonico.

Maria Rosaria Valazzi ha tenuto a precisare che il Palazzo sarà chiuso a blocchi, con spostamento dei capolavori da un gruppo di sale ad un altro a seconda delle esigenze richieste dai lavori, con varie eccezioni: ad esempio lo Studiolo del Duca non verrà mai chiuso al pubblico.La Valazzi ha anche specificato che i ponteggi impediranno lo svolgimento di grandi mostre, ma un’attività espositiva ci sarà comunque, a cominciare da quella del Barocci, seppure ridimensionata, tra l’estate e l’autunno. I progetti per il futuro prossimo riguardano l’accoglienza che sarà organizzata in modo da offrire la percezione della straordinarietà della struttura; si rivisiterà l’allestimento con opere che, in parte, verranno sistemate in un deposito visitabile; verrà incrementato il percorso di visita sia attraverso l’aumento del numero delle sale sia con l’esposizione di opere del Seicento, Settecento e Ottocento e dei grandi affreschi staccati dalle sedi originarie; si procederà alla modernizzazione degli impianti di illuminazione e dell’allestimento. Il Giardino del Pasquino verrà aperto al pubblico anche in orari diversi da quelli della Galleria e ci sarà il servizio di caffetteria. 

Stefano Gizzi, soprintendente per i beni architettonici, si è infine soffermato a parlare di San Bernardino, affermando con soddisfazione che per la prima volta si riesce a intervenire su convento e chiesa in maniera unitaria (il convento e la chiesa di San Donato sono precedenti al mausoleo). Ci sono problemi conoscitivi, si partirà con l’analisi dei restauri pregressi: negli anni 40-50 sono state immesse massicce, e nocive, dosi di cemento armato, oggi si opera in maniera molto leggera sostituendo il meno possibile la materia originaria, procedendo con mattone su mattone e legno su legno.

Giancarlo Di Ludovico

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