Il Circo

Con il ritorno della bella stagione (manca poco) ripartono gli spettacoli circensi, coronati, more solito, dalle polemiche degli animalisti che invitano a boicottarli perché l’addestramento degli animali è faticoso e doloroso. Le foche giocano con la palla, i leoni saltano il cerchio di fuoco, i cavalli vanno all’ambio con aria superba e spreco di energie. Abbasso il circo e picchiamo tutti i domatori. Non importa che l’addestramento degli animali venga fatto con dolcezza (è molto più facile) e che vengano ben nutriti e curati. Permane la leggenda metropolitana che le bestie feroci vengano alimentate con cani e gatti randagi. Ogni domatore sa che non sarebbe simpatico entrare nella gabbia di tigri abituate ad uccidere. L’istinto permane anche se vengono nutrite con carne macellata, figurarsi se sono abituate ad ammazzare la preda. Comunque basta con gli spettacoli che sfruttano gli animali, se proprio volete il circo guardate quelli che utilizzano solo esseri umani. Qui l’addestramento è più semplice: si prende un bambino di 6 – 7 anni e lo si costringe per molte ore al giorno a giocare con delle palle facendole girare per aria, od a lanciarsi dal trapezio (a 10 metri di altezza ma c’è la rete) afferrando le mani del partner ed a compiere acrobazie aeree. Oppure mettete una ragazzina davanti ad un tabellone e tirate coltelli attorno alla sua sagoma. In genere non si sbaglia e le eventuali ferite non sono mai gravissime. Certo è molto meglio utilizzare esseri umani. Costano molto meno e sono più facili da reperire. Che poi siano orgogliosi della loro abilità è un fatto secondario.
Alvaro Coli

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