Il mio primo Natale dietro alle sbarre

Pur non avendo titoli di studio nè capacità di impostare un articolo, nel mio piccolo tento di scrivere qualcosa all’interno della nostra redazione giornalistica, dove sono stato da poco inserito.

Ho 41 anni e ho dedicato la maggior parte della mia vita al lavoro e alla famiglia per me i due elementi di base per un percorso di vera felicità e soddisfazione. Purtroppo negli ultimi tempi la mia situazione è cambiata e, come si usa dire, sono passato dalle stelle alle stalle. Mi sono lasciato andare e ho conosciuto il rovescio della medaglia, facendomi coinvolgere nel mondo della droga.
Con questo non voglio soffermarmi sul come, quando e perché della mia vicenda, ma vorrei parlare degli affetti che il mio reato ha allontanato da me. Sono sempre stato un credente anche se non ero molto praticante.

L’avvicinarsi del Natale è uno dei pochi giorni dell’anno che mi fa star bene e unito con la mia famiglia: mia moglie e i nostri 5 figli. Si una famiglia numerosa con tanti problemi da affrontare, ma pur sempre unita specialmente durante queste festività. L’ansia di non passare con la mia famiglia il primo Natale della mia vita è molto più grossa della pena che mi verrà inflitta.

E’ vero, se sbagli ne paghi le conseguenze. Ma quanto è difficile farle pagare ai propri familiari che inconsapevolmente si ritrovano a passare il Natale senza il padre e il proprio marito.
Si sente parlare di pene alternative (qui sembra quasi un utopia) per quei pochi che ne usufruiscono o perché hanno avuto un giudice che quella mattina era di buono umore o un difensore di un certo spessore che purtroppo non tutti si possono permettere. Forse mi sbaglio ma penso che un individuo che si debba riabilitare ha meno chance di farlo solo e rinchiuso in una cella.

Se le istituzioni hanno altre possibilità alternative al carcere, perché vengono usate solo in minima quantità? Non sarebbe meglio che un paese come il nostro abbia pregiudicati che si vogliono reinserire nella società in modo onesto (perché hanno seguito un percorso giusto) piuttosto che ritrovarsi con persone che come gli aprono la cella tornano a delinquere?

Spero che durante questo mio triste Natale che passerò dietro le sbarre e lontano dai mie cari, si faccia qualcosa di positivo per l’alternatività delle pene e che anche qualche altro padre di famiglia possa aiutare a scartare il pacco più bello, il suo amore e la sua presenza col proprio figlio. Un sincero augurio di un sereno e felice Natale a tutti.
ELIO 71

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