L’oscuramento della ragione

Nonostante il solleone l’incontro a più voci sull’interrogativo “è ancora possibile credere?”, oltre ad aver ottenuto un lusinghiero successo, ha aperto un orizzonte di interessi che si prolungherà nel prossimo anno. Anno dedicato alla Fede.


Nell’editoriale del numero speciale di agosto, rilevavo come questo nostro post-moderno, emetta vari segnali di interesse sul versante della spiritualità. Un risveglio inatteso in piena era di dilagante secolarizzazione. Riemerge una certa nostalgia di Monastero e una certa nostalgia dei Luoghi del Sacro. Silenzio e ascolto da una parte, contemplazione e stupore dall’altra. Il di più, in questo fenomeno, è l’aver intuito che non solo la ragione è via alla conoscenza ma anche la contemplazione: quella attraverso la fredda logica, questa attraverso la commozione dello sguardo, vale a dire della Bellezza. Evidentemente l’interiorità, quasi mistica, accosta quest’ultima al senso religioso e alla caratteristica della fede. Lo dimostra tra l’altro l’uso di alcune parole che li accomuna. A questo punto non posso non aprire una parentesi sui luoghi del Sacro: Monasteri, Chiese, Musei, in particolare diocesani, Cattedrali e Santuari ove credenti, laici, non credenti fanno, a modo loro, religione e quindi spiritualità. Pratica per i credenti, propedeutica per tutti gli altri.


Anche la ricerca scientifica apre varchi inimmaginabili. Corre sul limite che divide “la luce dalle tenebre” e l’esistente dal nulla. In realtà lo scienziato cammina sul filo sottile che sfiora il trascendente di cui ne sente sul collo il respiro. Quel soffio leggero (Spirito) che è il centro di tutte le religioni.
L’esperienza dell’inizio dell’universo pone la domanda da cui non ci si può sottrarre. Non fa meraviglia né scandalo se la prima espressione dell’esistente venga chiamata ‘particella di Dio’. Infatti il ‘fiat creativo’ aderisce tanto alla ragione quanto il caso se ne allontana.


Ci si rende conto dell’oscuramento della ragione che viene da lontano, dal tempo dei lumi, limitata alla conoscenza del visibile (materie scientifiche) e dall’altra del rilievo della fede come via della conoscenza dell’invisibile, specie nelle materie umanistiche. Converrebbe ribaltare l’interrogativo posto all’inizio “è forse possibile non credere oggi?”
Raffaele Mazzoli

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