Anche 300 marchigiani al Genfest di Budapest fino al 2 settembre

Di certo non farà il giro del mondo la notizia che più di 300 giovani da tutte le Marche hanno dato un’anima agli ultimi due weekend di luglio; sicuramente non fanno fragore i sorrisi e gli abbracci che nella loro semplicità lasciano a bocca aperta decenni di storia di dialogo Ecumenico e forse avrà fatto sorridere l’impaccio dimostrato nel raccontare piccole storie, timidi traguardi.
Questo lo sfondo che il 21 e il 29 luglio ha reso protagonisti i giovani, i nostri giovani. Quei ragazzi spesso nominati per la poca costanza, la determinazione inesistente, i sogni a dir poco ridicoli, hanno dato uno schiaffo morale a questa società, senza che nessuno se ne rendesse conto, nell’anonimato di due piccoli borghi: Porto S. Elpidio e Loreto.

21 luglio a Porto S. Elpidio
Nella parrocchia della Corva il primo coraggioso è il parroco: don Paolo!
Dare in mano ad un gruppo di giovani scalmanati la serata della Festa Patronale è un atto “di fede”!
La serata ha inizio e una dietro l’altra si susseguono sul palco interviste, racconti, letture che danno voce a questi “piccoli” costruttori di Unità.
Si ha come l’impressione che il testimone venga passato di mano in mano; un testimone che ha il timbro di un Carisma, quello dell’Unità, lasciato a questi giovani da Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari.
Un testimone che pesa tanto quanto i sogni di questi giovani. Ma si può dare un peso ai sogni? Forse possiamo quantificarlo nella responsabilità che abbiamo di realizzarli.
A coronare la serata il musical Mi sento fortunato! La protagonista a cui si ispira la storia è la giovane Chiara Luce Badano. Ne hanno parlato tutti in televisione, sui giornali, alla radio.
Ma cosa accomuna la storia di giovani dei nostri tempi, alla storia di una ragazza che nella sofferenza di una malattia atroce come un tumore, scopre l’Amore e scopre addirittura di poter morire per Amore?
C’è una sorta di “pazzia” come comune denominatore in questi giovani.
Una pazzia che conduce a scelte che hanno dell’eroismo: c’è chi sceglie di vivere controcorrente le proprie sfide quotidiane, chi spende la propria vita per i più deboli, chi, come Chiara Luce Badano, ha il coraggio di trasformare il dolore di una malattia in vera e propria Luce per il mondo.
Tutti accomunati da quella “rivoluzione” sociale, economica, politica, artistica che porta il nome della Fraternità.

29 luglio a Loreto
Se descrivessimo la giornata come un passo importante nel dialogo Ecumenico con giovani Romeno Ortodossi, rischieremmo di peccare di presunzione eppure quei 150 giovani hanno fatto davvero l’esperienza di diventare fratelli oltre ogni confessione religiosa, oltre ogni cultura.
Un’esperienza che vale più di mille trattati.
Gli artefici dell’organizzazione della giornata sono i giovani di Pesaro che da anni hanno consolidato passo dopo passo il rapporto con la comunità romena.
La mattinata, intensa, ha dato l’anima della concretezza di un Ideale, attraverso la condivisione di piccoli tasselli di Mondo Unito ed il pomeriggio si è fatto bambino con giochi e canti.
A concludere una Messa semplice che racchiudeva una gioia immensa, una gratitudine mai provata ed il desiderio che tutto questo non abbia mai fine.

Il “futuro” fa un sospiro di sollievo. Come preoccuparsi se esistono giovani pronti a dare vita ad azioni, progetti, a spendersi completamente per il pazzo sogno di un Mondo Unito?

DAL 31 AGOSTO AL 2 SETTEMBRE APPUNTAMENTO IN UNGHERIA 

E chissà se il mondo alzerà la testa compiaciuto, quando l’Ungheria dal 31 agosto al 2 settembre aprirà le porte ai dodicimila giovani provenienti da ogni parte del globo, giunti sin lì per gridare “Sì, il mondo unito è possibile…ed è qui!” (consulta il sito del Genfest)
E se pensiamo che I Mille ci regalarono un’Italia Unita, perché non credere che “i Dodicimila” possano regalarci il Mondo Unito?!
Giovani disillusi, utopici, sognatori?
No, questi giovani hanno ben presente la strada ardua sulla quale si sono incamminati. Hanno dalla loro parte coraggio, tenacia, grinta, inventiva, ma soprattutto una Storia che ad oggi ha solo sete di Fraternità.

Mariele Cipollini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *