Tutti a casa

Tutti ricordano il film “Johnny Stecchino” con Roberto Benigni, dove un siciliano elenca i difetti di Palermo, dicendo poi che ce n’e uno in particolare, di cui molti si vergognano. Gli spettatori ovviamente pensano alla Mafia, ma la risposta è il traffico. In politica succede la stessa cosa: lo Spread sale, la Borsa scende, l’occupazione anche, ma il problema principale per il PD sono i matrimoni gay. Stessa cosa per il Pdl: il Titanic affonda e si estrae dal cilindro il capitano Berlusconi.

E’ vero che i comici ne sono entusiasti, finalmente hanno qualcosa da dire, ma i problemi sono altri. Stessa difficoltà per la Lega, e tutti i partiti minori. Nemmeno i grillini, che forse apprezzerebbero questo Peperoncino, ci convincono. Nel frattempo i cittadini sono chiamati a fare sacrifici; da diversi anni il costo della vita lievita ma gli stipendi rimangono immutati. Nuove tasse (IMU) ci ripuliscono le tasche ed altre se ne annunciano. Chi può evita di contribuire (evasione ed elusione) e le “grida manzoniane” rimangono lettera morta.

Il popolo bue tace e paga. I politici invece non sono disposti ne a diminuire il loro numero e nemmeno gli emolumenti, anzi … Possiamo solo sperare nelle prossime elezioni, anche se il “porcellum” ci dice che gli eletti saranno sempre gli stessi o i loro sodali. Consoliamoci guardando in TV un classico del cinema: “Tutti a casa” di Luigi Comencini.

Poi la notte sogneremo che tutti i politici tornano alle loro belle dimore e gente seria potrà amministrare la nazione. Sarebbe un bel sogno.

Alvaro Coli

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