Mons. Coccia: troppa confusione su felicità e famiglia

La pioggia battente non è riuscita a scoraggiare l’immensa folla di fedeli (tra cui anche Autorità civili e militari) che domenica 10 giugno, Festa del Corpus Domini, ha partecipato alla Solenne Processione per le vie del Centro cittadino, confluendo poi in Cattedrale per ascoltare l’omelia dell’Arcivescovo Piero Coccia e ricevere la benedizione eucaristica.

 

Le tentazioni della città

“Tutti avvertiamo – ha detto energicamente mons. Coccia – come oggi sia in atto, anche nella nostra città, una sfida culturale di proporzioni notevolissime che non può non interpellarci.
Costante è il tentativo di separare la fede dalla vita, il Vangelo dalla cultura, la morale dalla politica, dall’economia, dalla tecnica. Alcuni pensano a un mondo senza Dio, a una storia senza Cristo, a una società senza Chiesa. Altri ritengono che la luce della fede possa illuminare solo le singole coscienze e non accettano che il Vangelo possa esercitare il suo influsso sulla vita sociale….
… La nostra città è una città ricca di un solido patrimonio di valori religiosi e civili, ma oggi non è esente da preoccupanti tentazioni. La tentazione di voler soddisfare in forma esclusiva ed esaustiva i bisogni materiali ignorando i desideri del cuore. La tentazione di ridurre la domenica, giorno del Signore e dell’uomo, ad un qualsiasi giorno della settimana. La tentazione di scambiare la famiglia, fondata sul matrimonio e definita dal Papa a Milano il “principale patrimonio dell’umanità”, con altre forme di unione. La tentazione di confondere l’esperienza della felicità, che ci interpella nel profondo del nostro essere chiedendoci di trovare ragioni del nostro esistere, con il dato puramente emotivo se non addirittura consumistico.

a cura di Paola Campanini

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