Che afa fa

Non contenti di chiamare per nome gli uragani, con nomi maschili e femminili per le pari opportunità, ora sono battezzati anche i momenti di caldo. L’attuale si chiama Scipione (in onore di Scipione l’Africano) ed è un semplice anticiclone proveniente dall’Africa. In realtà è l’estate che arriva. Tremendi i titoli della stampa: Il respiro della fornace, la morsa del caldo, contrapposta a quella del freddo che abbiamo patito quest’inverno; difficoltà respiratorie, una moria di anziani e bambini e via trucidando. Classiche le riprese dei telegiornali: la gente che si spruzza di acqua a Fontana di Trevi, popolo in ammollo in fiumi, mari, laghi. A mio parere sono quelle degli anni precedenti riciclate per l’attualità. Riciclate anche le raccomandazioni a livello “medico”: gli anziani devono evitare di uscire nelle ore più calde, ai bambini va sempre messo in testa un cappellino, bisogna bere molta acqua e via banalizzando. Certo che se abbiamo un nonno ricco, in grado di lasciarci l’eredità, possiamo consigliargli una bella passeggiata alle due del pomeriggio, indossando il vestito elegante da mezza stagione, e suggerendogli di non bere troppo perché poi sudi e ti fa male. Il risultato è garantito. Ma insomma quando è estate è caldo ed in inverno fa freddo: appartiene all’ordine naturale delle cose. Quella che invece non è normale è la stupidità dei mezzi di informazione. Godiamoci invece il forte calore estivo, ci risistema l’artrosi e toglie tanti doloretti articolari. Viva l’estate, ma calda per favore.
Alvaro Coli

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