Il tracollo della politica

Più che la caduta di governo è il tracollo della
politica. Pienamente quindi giustificato
lo smarrimento non di alcuni, ma di tutta
la classe. Lasciatemi dire ancora una volta come
vanno le cose. Non potevano avere una conclusione
diversa. La speranza non è per il domani, per il
domani c’è l’impegno e il coraggio di affrontare la
situazione finalmente pensando all’immediato che
non sia improprio e personale, tornaconto.
Si apre una fase di impegno, nuovo ed umile, coraggioso
e illuminato. Indicazioni di un cammino
da fare insieme non mancano. Non solo confini
identitari ineludibili, ma orientamenti inediti a
confronto di una prassi segnata da una decadenza
etica difficilmente riscontrabile nel passato.
Aldilà di ogni presunzione e nonostante la varietà
degli approfondimenti da parte degli esperti, prevale
un dilettantismo scarso di mestiere e di addentellati
culturali. La caduta delle ideologie e l’usura
dei vecchi sistemi anziché aprire alla innovazione
si involvono in un ‘pressapochismo’ diffuso: è da
chiedersi dove stanno le scuole, l’università, le associazioni,
l’apprendistato.
C’è qualcosa in politica che assomiglia alla vanità
delle sfilate, alle dispute salottiere, alle baruffe da
osteria, soprattutto parole, solo parole oltre cui c’è
il vuoto. Il buon gusto e il pudore impediscono di
varcare la soglia delle due camere. Mercificazione e
spettacolo sono categorie non estranee. Bisogna ridare
dignità, etica, spessore culturale ed esperienza
alla bellissima arte.
La caduta di Berlusconi sembra che abbia aperto
gli occhi a parecchi; onorevoli e partiti si sono accorti
che alla base della crisi che stringe il Paese sta
il tracollo della politica, tracollo che coinvolge tutti,
governo e opposizione. Hanno agito per sé, per
i partiti, trascurando bellamente le gravi esigenze
del Paese. Un Paese che nonostante questa profonda
deriva cammina, tutto sommato, possedendo
anche molte risorse.
In questo smarrimento generale i cattolici, insieme
ad altre forze e agli uomini di buona volontà, “non
debbono sentirsi figli di un dio minore. Anzi hanno
maturato la convinzione che tra le molte filosofie la
Dottrina Sociale della Chiesa resta la più adeguata
alla modernità, perché non è una ideologia, ma un
insegnamento fondato sulla realtà delle cose” (Vittorio
Possenti).
È venuta l’ora in cui i cittadini, se vogliono, hanno
la possibilità di tornare protagonisti.
Raffaele Mazzoli

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